La delocalizzazione del poker online

Il mese di settembre è ormai alle porte e come consuetudine in tutti i paesi dell’EuroZona è tempo di consuntivi.

Cosa dicono i numeri

I tecnici del governo Renzi stanno limando alcuni dettagli del decreto Spacca Italia che interessa le società partecipate, che potrebbe interessare direttamente anche le quattro sale da gioco italiane. Lo stato di salute dei casinò italiani è di pura convalescenza, come testimoniano dai gestori dei casinò di Saint Vincent, Venezia e Campione d’Italia. L’unico a distinguersi dalla media è quello di Sanremo, che grazie al restyling del consiglio di amministrazione e alle politiche economiche adottate dall’ex giunta di centrodestra è riuscito a risanare il bilancio chiudendo in attivo il 2013 e in perfetto pareggio nel primo semestre 2014.

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La delocalizzazione del poker onlineDati positivi emergono invece dal settore indipendente dai quattro casinò legalizzati nel nostro paese. Dal report pubblicato qualche settimana fa dalla Cogemat, emerge come il primo semestre 2014 sia stato decisamente positivo per il mercato delle Videolottery (VLT): “al 31 giugno 2014 il gruppo leader nella produzione di slot machine moderne gestisce una rete di oltre 4.900 terminali attivi, con una raccolta complessiva nel corso dei primi sei mesi dell’anno pari a 938 milioni di euro (+ 12% rispetto al pari periodo del 2013)”.

Nel business della gestione della rete telematica per le New Slot (AWP), – prosegue il comunicato ufficiale della Cogimet – nonostante si sia registrata una flessione del numero di apparecchi attivi gestiti, si conferma il ruolo di primo piano della azienda con una quota di mercato, stimata dal management, pari a circa il 9,1% del totale. La raccolta complessiva delle AWP nel corso del primo semestre 2014 è stata pari ad euro 1.138 milioni (in flessione del 5,6% rispetto al primo semestre 2013)”.

I dati forniti da Cogimet confermano il trend positivo delle stime effettuate Agipronews.it. L’analisi semestrale, basata sui dati forniti dagli operatori nazionali come 32Red Italia e internazionali come William Hill, ha evidenziato comi giochi da casinò – trainati dalle slot online, vero e proprio must per gli amanti del gambling online – hanno fatto registrare una spesa complessiva di 124,8 milioni (+9,4% sul 2013). Dato che confermano la leadership europea italiana nella spesa pro capite annua in euro investiti in slot machine. Il 2013 ha segnato un ulteriore incremento nel numero di account di gioco online, che almeno per le slot machine (secondo i dati d’accesso analytics di 32Red, William Hill e degli altri competitors) si è tradotto in un aumento degli incassi complessivi.

Come nel settore dei casinò reali anche quello del gioco online mostra segnali contrastanti. Difatti, il settore del poker online non gode di ottima salute: la spesa complessiva nella modalità contanti ha raggiunto 60,7 milioni di euro, contro i 78,4 milioni del periodo di riferimento 2013 (-22,5%). Crisi nera per il poker giocato nella modalità torneo, che si attesta a 39,9 milioni complessivi, il -30% rispetto ai 57,1 milioni dell’analogo periodo 2013. Diversi fattori stanno remando contro al gioco più popolare nella Rete, ma i numeri complessivi dimostrano come in Italia si gioca più di quanto possa sembrare, solo che una larga fetta di giocatori ha iniziato ad utilizzare anche le piattaforme non autorizzate dot com, mentre i pro si sono trasferiti all’estero, dove la liquidità è sicuramente maggiore rispetto all’Italia. Nel 2014 uno dei colossi esteri ha registrato action del 20% superiore rispetto a tutto il mercato .it, da questo dato si può capire come l’offerta non autorizzata, goda di maggior salute rispetto al poker controllato firmato AAMS.

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